Storie di orsi, calanchi e tratturo

Orsogna vista dall'alto (foto di Sandro Jajani)
 
Sull'origine del nome Orsogna ci sono diverse ipotesi e leggende. La più gentile, ma la meno attendibile, narra che una dama, rivolta al suo cavaliere, abbia esclamato «Or [egli] sogna», indicando un contadino addormentato sotto un albero. C'è chi parla di un territorio anticamente abitato dagli orsi. Chi, invece, fa derivare il nome da «Rissogna», primitivo nome di contrada Fraia, affacciandosi sulla quale è possibile ammirare dei bellissimi calanchi naturali. Singolare anche l'assonanza con la famiglia Orsini, che dominò a lungo il Comune.
I reperti più antichi rinvenuti sul territorio, tra i quali spicca un elmo in bronzo, risalgono al IV secolo a.C. Il centro abitato si sviluppò lungo il tratturo che conduceva le greggi dall'Aquila a Foggia: ne è ancora oggi testimonianza la cappella di San Bernardino. Dal Medioevo in poi fu appannaggio di diverse famiglie, fino al 1560 quando la Signoria passò alla famiglia Colonna che la mantenne fino al 1812. Nel 1813 il paese fu sede di un'importante «vendita» di carbonari.
Dopo l'unità d'Italia, nel 1861, fu più volte «liberata» dai briganti che imperversavano nella zona.
Il 10 settembre 1881 il paese fu danneggiato da un terremoto di magnitudo 5.4.
Durante la Seconda guerra mondiale Orsogna fu per mesi, tra la fine del 1943 e il giugno 1944, uno dei capisaldi della linea Gustav lungo la quale si attestarono le forze tedesche: il centro abitato fu continuamente bombardato dagli Alleati e in larga parte distrutto; la popolazione fu costretta a sfollare.
Per le sofferenze, i lutti e la dignità con cui gli orsognesi superarono quei momenti terribili e ricostruirono il paese, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi attribuì a Orsogna, il 26 marzo 2003, la medaglia d'argento al merito civile.
 
Orsogna bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale (foto archivio Sandro Jajani)

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